Nata nel 1808 in una delle famiglie più facoltose dell’aristocrazia milanese, Cristina Trivulzio sembrava destinata a un’esistenza principesca.
Eppure, ella scelse di far un uso consapevole dei suoi privilegi per costruirsi una vita autonoma, lottando per la propria emancipazione e battendosi per la giustizia e la solidarietà nei confronti dei più deboli.
Ad oggi, abbiamo ancora gran bisogno di una società che consideri il ‘pensiero solidale’ valore edificante: la memoria di Cristina Trivulzio, e della sua indipendenza, costituisce un monito a un mondo tuttora restio a riconoscere il ruolo decisivo delle donne nella storia.
Durante un viaggio verso Parigi, Cristina Trivulzio dovette sostare a Oleggio per problemi di salute.
I legami con Il Borgo sono però molto più profondi e riguardano principalmente l'attenzione al sociale: asilo, istruzione elementare, doti per le ragazze... soltanto alcuni esempi di un'attività di beneficenza percepita come dovere civile.
"Cosa resta dell'essere umanità se non si aiuta chi ha bisogno?".
Le politiche sociali dello Stato di diritto, ispirate all'equità e al benessere collettivo, affondano le proprie radici nelle esperienze più lungimiranti dei secoli passati e Cristina ne fu protagonista illuminata.
Volume vincitore del Premio Francesco Medoni, Arona 2025, edito da Olschki Editore.
L’autrice Silvana Bartoli dialoga con la Sen. Elena Ferrara sull’eredità di Cristina.
Durante la serata sarà presentato dall’artista-orafa Antonella Ferrara, il gioiello creato in onore di Cristina Trivulzio “Riflessi di memoria”, ispirato a Cristina Tivulzio di Belgioioso, creato nel 2011 per la partecipazione al concorso Jacopo da Trezzo dal titolo “Una donna del Risorgimento Italiano”.